- Risolvere una controversia attraverso un accordo consapevole
- Quando può essere utile
- La conciliazione non è una resa
- Quando si può cercare un accordo
- Conciliazione sindacale e sede protetta
- Il ruolo di INTL
- Come si svolge la procedura
- Cosa può contenere il verbale
- Quantificazione delle richieste
- L’accordo può riguardare soltanto una parte della controversia
- Conciliazione durante il rapporto
- Conciliazione alla cessazione del rapporto
- Incontri in presenza e a distanza
- Cosa accade se non si raggiunge un accordo
- Quali documenti sono necessari
- Costi del servizio
- Una firma deve essere consapevole
- Vuoi valutare una proposta conciliativa?
Risolvere una controversia attraverso un accordo consapevole
La conciliazione sindacale è uno strumento attraverso il quale il lavoratore e il datore di lavoro, assistiti dai rispettivi rappresentanti, cercano di definire una controversia mediante un accordo.
Non significa rinunciare automaticamente ai propri diritti né accettare qualsiasi proposta pur di concludere rapidamente la pratica.
Conciliare significa valutare i fatti, quantificare le pretese, confrontare vantaggi e rischi e individuare una soluzione concreta che il lavoratore possa accettare in modo libero e informato.
L’Istituto Nazionale per la Tutela del Lavoratore assiste il lavoratore durante tutte le fasi della trattativa: dalla ricostruzione della controversia alla valutazione delle proposte, fino alla predisposizione e alla sottoscrizione dell’eventuale verbale.
Quando può essere utile
La conciliazione può essere utilizzata durante il rapporto di lavoro, al momento della sua cessazione oppure quando il rapporto è già terminato.
Può riguardare, ad esempio:
- retribuzioni non corrisposte;
- differenze retributive;
- lavoro straordinario;
- ferie e permessi;
- mensilità aggiuntive;
- trattamento di fine rapporto;
- errato inquadramento;
- mansioni superiori;
- indennità e maggiorazioni;
- premi e compensi variabili;
- contestazioni disciplinari;
- trasferimenti e variazioni delle mansioni;
- demansionamento;
- licenziamento;
- dimissioni o risoluzione consensuale;
- compensi dovuti a collaboratori;
- irregolarità nella qualificazione del rapporto;
- restituzione di beni aziendali;
- definizione complessiva delle reciproche pretese.
Ogni controversia deve essere valutata individualmente. Non tutte le questioni possono essere risolte nello stesso modo e non ogni proposta conciliativa è necessariamente conveniente.
La conciliazione non è una resa
L’accordo conciliativo rappresenta il risultato di una trattativa.
Il lavoratore può accettarlo soltanto dopo aver compreso:
- quali diritti vengono riconosciuti;
- quali somme saranno corrisposte;
- quali richieste vengono abbandonate;
- quali dichiarazioni saranno inserite nel verbale;
- quando e come avverranno i pagamenti;
- quali conseguenze avrà l’accordo sul rapporto di lavoro;
- se l’intesa chiuderà tutta la controversia oppure soltanto una parte;
- quali obblighi rimarranno a carico del datore di lavoro;
- quali effetti fiscali, contributivi o previdenziali potranno derivarne.
Il compito del rappresentante sindacale non è spingere il lavoratore a firmare, ma assicurarsi che la decisione sia realmente compresa.
Il lavoratore rimane libero di rifiutare la proposta e di proseguire la tutela attraverso gli altri strumenti disponibili.
Quando si può cercare un accordo
Una conciliazione può essere proposta:
Prima dell’apertura di una vertenza
Quando le parti riconoscono l’esistenza di un problema e intendono risolverlo senza formalizzare una contrapposizione più ampia.
Durante una vertenza sindacale
Dopo che INTL ha formulato le richieste del lavoratore e il datore di lavoro ha manifestato la disponibilità ad avviare una trattativa.
In prossimità della cessazione del rapporto
Per regolare gli aspetti economici e organizzativi collegati alla conclusione del rapporto.
Dopo il licenziamento o le dimissioni
Per definire le conseguenze della cessazione, le somme dovute e le eventuali contestazioni.
Davanti agli organismi competenti
Il tentativo può essere svolto anche presso la Commissione di conciliazione competente. L’articolo 410 del Codice di procedura civile consente di promuovere il tentativo anche tramite un’associazione sindacale; l’Ispettorato Nazionale del Lavoro include la conciliazione tra i servizi rivolti ai lavoratori e ai loro delegati.
Conciliazione sindacale e sede protetta
L’espressione “sede protetta” viene utilizzata per indicare le sedi nelle quali l’ordinamento riconosce specifiche garanzie alla volontà del lavoratore e particolari effetti agli accordi raggiunti.
Non è sufficiente chiamare un documento “verbale di conciliazione sindacale” o apporre la firma di un rappresentante affinché l’accordo produca automaticamente tutti gli effetti propri di una conciliazione protetta.
Devono essere rispettati:
- la normativa applicabile;
- le procedure previste;
- le eventuali disposizioni del contratto collettivo;
- i requisiti della sede scelta;
- l’effettività dell’assistenza ricevuta;
- la libertà e la consapevolezza del lavoratore;
- le modalità di sottoscrizione e verbalizzazione.
Il Codice di procedura civile disciplina il verbale di conciliazione e la procedura attraverso la quale, nei casi previsti, può esserne richiesta l’esecutività. La contrattazione collettiva può inoltre prevedere proprie sedi e modalità conciliative.
Per questa ragione INTL individua, in base al caso concreto, la sede più appropriata per formalizzare l’accordo.
Il ruolo di INTL
Il rappresentante sindacale assiste il lavoratore e tutela la sua capacità di prendere una decisione informata.
L’attività può comprendere:
- ascolto del lavoratore;
- ricostruzione della vicenda;
- raccolta e organizzazione della documentazione;
- individuazione delle richieste;
- verifica preliminare del contratto applicato;
- coordinamento degli eventuali conteggi;
- predisposizione della proposta conciliativa;
- interlocuzione con il datore di lavoro o con il suo incaricato;
- partecipazione agli incontri;
- valutazione delle offerte;
- negoziazione delle condizioni;
- esame del verbale;
- spiegazione delle singole clausole;
- assistenza durante la sottoscrizione;
- verifica degli adempimenti successivi.
Quando sono necessari pareri legali, conteggi professionali o attività riservate, INTL coinvolge o indica il professionista abilitato competente.
Come si svolge la procedura
1. Analisi della controversia
Il lavoratore descrive la situazione e consegna i documenti disponibili.
L’Istituto verifica quali richieste possano essere formulate e se esistano le condizioni per avviare una trattativa.
2. Definizione degli obiettivi
Prima di contattare la controparte vengono chiariti:
- il risultato principale richiesto;
- le somme eventualmente dovute;
- le condizioni considerate essenziali;
- gli aspetti sui quali è possibile trattare;
- le proposte che non possono essere accettate;
- le alternative in caso di mancato accordo.
3. Apertura del confronto
INTL può invitare il datore di lavoro, il committente o il suo rappresentante ad avviare una trattativa.
L’incontro può essere preceduto da comunicazioni scritte, scambio di documentazione e proposte economiche.
4. Negoziazione
Le parti esaminano le rispettive posizioni.
Il rappresentante sindacale valuta le proposte insieme al lavoratore, senza assumere decisioni al suo posto.
5. Redazione del verbale
Quando viene raggiunta un’intesa, le condizioni devono essere riportate in modo chiaro.
Il verbale viene letto e spiegato prima della sottoscrizione.
6. Formalizzazione nella sede appropriata
L’accordo viene sottoscritto con le modalità previste dalla procedura scelta e, quando necessario, davanti all’organismo competente.
7. Verifica dell’adempimento
Dopo la firma, INTL può verificare che i pagamenti e gli altri obblighi assunti vengano rispettati nei termini concordati.
Cosa può contenere il verbale
Il verbale di conciliazione può disciplinare, a seconda del caso:
- pagamento di somme;
- scadenze e modalità di pagamento;
- riconoscimento di differenze retributive;
- definizione del TFR;
- qualificazione delle somme;
- regolarizzazione di documenti;
- modifica delle condizioni di lavoro;
- conservazione o cessazione del rapporto;
- rinunce e transazioni specificamente individuate;
- restituzione di strumenti o beni;
- consegna di documentazione;
- riservatezza;
- non denigrazione reciproca;
- rinuncia o prosecuzione di determinate azioni;
- spese sostenute dalle parti;
- conseguenze dell’eventuale inadempimento.
Le clausole devono essere riferite alla controversia effettivamente discussa e devono essere comprensibili al lavoratore.
INTL evita, quando possibile, formule eccessivamente generiche che rendano difficile comprendere quali diritti siano stati definiti.
Quantificazione delle richieste
Prima di valutare una proposta è spesso necessario determinare il valore economico della controversia.
La quantificazione può richiedere l’esame di:
- cedolini;
- presenze;
- turni;
- contratto individuale;
- contratto collettivo;
- livello di inquadramento;
- ore straordinarie;
- maggiorazioni;
- ferie e permessi;
- indennità;
- retribuzione utile per il TFR;
- pagamenti già ricevuti;
- posizione contributiva.
I conteggi specialistici non sono compresi nella semplice prima assistenza e possono essere affidati a professionisti qualificati.
La proposta del datore di lavoro viene valutata confrontandola con le somme presumibilmente dovute, i documenti disponibili, i tempi della controversia e i possibili rischi.
L’accordo può riguardare soltanto una parte della controversia
Non è sempre necessario definire ogni questione.
Le parti possono raggiungere un accordo limitato, ad esempio:
- sul pagamento di determinate mensilità;
- sul TFR;
- su una parte delle differenze retributive;
- sulle modalità di cessazione;
- sul ritiro o sulla modifica di un provvedimento;
- sulla restituzione di documenti o beni.
Le questioni non comprese devono essere chiaramente escluse dalla definizione conciliativa.
È importante evitare che una clausola generale venga interpretata come rinuncia a pretese che il lavoratore intende ancora far valere.
Conciliazione durante il rapporto
La conciliazione non è riservata ai rapporti già terminati.
Può essere utilizzata anche per consentire la prosecuzione del lavoro, ad esempio definendo:
- mansioni;
- livello;
- orario;
- sede;
- turni;
- differenze maturate;
- modalità di rientro;
- revoca o modifica di provvedimenti;
- condizioni organizzative;
- piani di pagamento;
- trasferimenti consensuali.
In questi casi è necessario valutare anche gli effetti dell’accordo sulla futura permanenza del lavoratore in azienda.
Conciliazione alla cessazione del rapporto
Quando l’accordo prevede la conclusione del rapporto, occorre distinguere attentamente tra:
- licenziamento;
- dimissioni;
- risoluzione consensuale;
- accordo collegato a una procedura specifica.
La qualificazione della cessazione può incidere sulle conseguenze economiche, contributive e previdenziali.
INTL non considera equivalenti formule diverse soltanto perché producono l’uscita del lavoratore dall’azienda. Prima della firma vengono valutati la reale volontà dell’interessato e gli effetti della soluzione proposta.
Incontri in presenza e a distanza
Gli incontri preparatori con INTL possono svolgersi in presenza, telefonicamente o tramite videoconferenza.
Anche le trattative con la controparte possono essere organizzate a distanza, quando ciò consente un confronto efficace.
La formalizzazione conclusiva viene però organizzata secondo le regole applicabili alla sede conciliativa scelta. La possibilità di utilizzare modalità telematiche deve essere verificata in relazione alla specifica procedura e all’organismo interessato.
Cosa accade se non si raggiunge un accordo
La conciliazione è fondata sulla volontà delle parti.
Il datore di lavoro non può essere obbligato ad accettare le richieste del lavoratore e il lavoratore non è tenuto ad accettare la proposta aziendale.
Quando l’accordo non viene raggiunto, INTL può valutare con l’assistito:
- prosecuzione della vertenza;
- nuova proposta;
- richiesta di intervento all’Ispettorato;
- tentativo davanti alla Commissione di conciliazione;
- affidamento della pratica a un avvocato;
- azione giudiziale;
- archiviazione della pratica;
- utilizzo di altri strumenti consentiti.
Il mancato accordo non elimina automaticamente i diritti del lavoratore, ma può rendere necessario scegliere una diversa forma di tutela.
Quali documenti sono necessari
Per preparare la conciliazione è utile trasmettere:
- documento di identità;
- codice fiscale;
- contratto o lettera di assunzione;
- cedolini;
- comunicazioni obbligatorie, se disponibili;
- contestazioni o provvedimenti;
- lettere di licenziamento o dimissioni;
- conteggi;
- registrazioni di turni e presenze;
- e-mail e messaggi;
- estratto contributivo;
- precedenti comunicazioni con l’azienda;
- proposte già ricevute;
- cronologia della controversia.
Ulteriori documenti possono essere richiesti in base alla natura della pratica.
Costi del servizio
La tessera INTL comprende la prima assistenza e l’orientamento generale.
La quota associativa non comprende:
- studio approfondito della controversia;
- esame analitico dei documenti;
- elaborazione dei conteggi;
- apertura della trattativa;
- redazione delle proposte;
- incontri con la controparte;
- predisposizione del verbale;
- partecipazione del rappresentante sindacale alla conciliazione;
- assistenza successiva alla firma;
- prestazioni di professionisti abilitati.
Prima dell’avvio della procedura, il lavoratore riceve informazioni sulle attività previste e sui relativi costi.
Nessuna conciliazione viene attivata senza il conferimento dell’incarico.
Una firma deve essere consapevole
Un verbale di conciliazione può produrre conseguenze importanti e durature.
Per questo INTL richiede che il lavoratore:
- riceva il testo prima della firma, quando possibile;
- possa leggerlo senza pressioni;
- comprenda ogni clausola;
- conosca il valore delle richieste;
- sia informato sulle rinunce previste;
- possa formulare domande;
- abbia il tempo ragionevolmente necessario per decidere;
- manifesti liberamente la propria volontà.
Il rappresentante sindacale può consigliare di accettare o rifiutare una proposta, ma la decisione finale appartiene esclusivamente al lavoratore.
Vuoi valutare una proposta conciliativa?
Non firmare documenti di cui non comprendi pienamente il contenuto o gli effetti.
Trasmetti a INTL la proposta ricevuta e la documentazione relativa al rapporto di lavoro.
Richiedi assistenza per una conciliazione sindacale
La richiesta iniziale consente all’Istituto di valutare la natura della controversia e di indicare il percorso più appropriato. L’invio dei documenti non comporta automaticamente l’assunzione dell’incarico. La trattativa e la partecipazione alla conciliazione vengono avviate dopo l’accettazione delle condizioni del servizio.